Lettera dei soci
Ricerca di sapori antichi, riscoperta di tradizioni poco conosciute, voglia di immergersi in una atmosfera tipicamente montanara. Questi gli ingredienti de “ La Festa della Montagna”, giunta quest’anno alla sua IX edizione, che oltre ad essere significativa occasione per promuovere la conoscenza del territorio, si propone d’incentivare l’attività turistica attraverso il recupero e la valorizzazione non solo dei beni storico-culturali ed ambientali, ma anche dei prodotti tipici locali.
L’ appuntamento, voluto dall’Associazione culturale “l’Acero” ed atteso come sempre l’ultimo week-end del mese: il 22 e il 23 settembre, prevede tante novità, a cominciare proprio dai volti nuovi degli organizzatori, il Presidente Emanuela Cerasuolo, il vice presidente Angelo Oliviero, la segretaria Enrica Bovi ed i consiglieri Donato D’ Aniello e Donato Panico, il cui spirito d’iniziativa promette un diverso svolgimento del suggestivo evento autunnale che non tarda a farsi cogliere. Cambia infatti la location cui si terrà l’intera Kermesse, oltre che lungo le vie cittadine, i visitatori avranno l’occasione di vivere compiutamente l’ essenza della montagna percorrendo i sentieri dell’immenso polmone verde del parco della Colonia Montana, situato proprio nel centro del paese, che non solo ospiterà usi e costumi dagli echi lontani, ma anche stand traboccanti di particolari prelibatezze del posto.
Un carnet variegato che per la prima volta si tinge di rosa con la partecipazione dell’Associazione femminile “La Primula” impegnata a contribuire al successo della manifestazione con la rievocazione dei remoti mestieri della donna e la preparazione di un circuito culinario invitante. Gli amanti del turismo-gastronomico potranno così assaporare piatti della migliore cucina tradizionale nati dall’esperienza e dall’amore per questo lembo di terra, i funghi porcini essiccati, caciocavalli, prosciutti, salsicce stagionate e tante altre gustose genuinità, innaffiate da vino locale.
Tra rappresentazioni folkloristiche, musica e divertimento, si potrà inoltre assistere alla trasformazione del latte in succulenti formaggi e ricotte, apprendendo, al contempo, le antiche tecniche dei bravi casari del luogo; osservare i carbonai che per 4-5 giorni faranno ardere il loro “catuozzo”, una montagna di legna accatastata, alta un paio di metri, con sulla sommità terra sparsa che, al suo esaurimento, fornisce il carbone; e farsi sedurre dal fascino ancestrale della caccia con gli splendidi e fieri volatili de “I Falconieri del Re”.
Con i “giochi montanari”, dal palo della cuccagna ed i suoi succulenti premi, al tiro alla fune, si entrerà nel vivo della Festa in un crescendo di emozione e partecipazione; protagonisti uomini e animali in prove di forza e destrezza. I buoi, ancora oggi indispensabili per il trasporto della legna dalle zone più impervie della montagna dove il trattore non può arrivare, desteranno senz’altro entusiasmo per la loro potenza nel tirare tronchi dal peso di 22-23 quintali. I muli, guidati da esperti mulattieri, gareggeranno nel trasporto di legna sotto lo sguardo degli astanti, ed infine i taglialegna mostreranno, utilizzando la sega tradizionale, la loro esperienza nel tagliare i tronchi.
Un invito dunque a tuffarsi in una cultura ormai persa nel tempo e quasi sconosciuta alle nuove generazioni, ad Acerno, dove la bontà naturale dei luoghi, si offre al turista nelle sua magnificenza, ed ai suoi cittadini come impulso concreto ad indossare gli abiti delle antiche memorie.
L’ appuntamento, voluto dall’Associazione culturale “l’Acero” ed atteso come sempre l’ultimo week-end del mese: il 22 e il 23 settembre, prevede tante novità, a cominciare proprio dai volti nuovi degli organizzatori, il Presidente Emanuela Cerasuolo, il vice presidente Angelo Oliviero, la segretaria Enrica Bovi ed i consiglieri Donato D’ Aniello e Donato Panico, il cui spirito d’iniziativa promette un diverso svolgimento del suggestivo evento autunnale che non tarda a farsi cogliere. Cambia infatti la location cui si terrà l’intera Kermesse, oltre che lungo le vie cittadine, i visitatori avranno l’occasione di vivere compiutamente l’ essenza della montagna percorrendo i sentieri dell’immenso polmone verde del parco della Colonia Montana, situato proprio nel centro del paese, che non solo ospiterà usi e costumi dagli echi lontani, ma anche stand traboccanti di particolari prelibatezze del posto.
Un carnet variegato che per la prima volta si tinge di rosa con la partecipazione dell’Associazione femminile “La Primula” impegnata a contribuire al successo della manifestazione con la rievocazione dei remoti mestieri della donna e la preparazione di un circuito culinario invitante. Gli amanti del turismo-gastronomico potranno così assaporare piatti della migliore cucina tradizionale nati dall’esperienza e dall’amore per questo lembo di terra, i funghi porcini essiccati, caciocavalli, prosciutti, salsicce stagionate e tante altre gustose genuinità, innaffiate da vino locale.
Tra rappresentazioni folkloristiche, musica e divertimento, si potrà inoltre assistere alla trasformazione del latte in succulenti formaggi e ricotte, apprendendo, al contempo, le antiche tecniche dei bravi casari del luogo; osservare i carbonai che per 4-5 giorni faranno ardere il loro “catuozzo”, una montagna di legna accatastata, alta un paio di metri, con sulla sommità terra sparsa che, al suo esaurimento, fornisce il carbone; e farsi sedurre dal fascino ancestrale della caccia con gli splendidi e fieri volatili de “I Falconieri del Re”.
Con i “giochi montanari”, dal palo della cuccagna ed i suoi succulenti premi, al tiro alla fune, si entrerà nel vivo della Festa in un crescendo di emozione e partecipazione; protagonisti uomini e animali in prove di forza e destrezza. I buoi, ancora oggi indispensabili per il trasporto della legna dalle zone più impervie della montagna dove il trattore non può arrivare, desteranno senz’altro entusiasmo per la loro potenza nel tirare tronchi dal peso di 22-23 quintali. I muli, guidati da esperti mulattieri, gareggeranno nel trasporto di legna sotto lo sguardo degli astanti, ed infine i taglialegna mostreranno, utilizzando la sega tradizionale, la loro esperienza nel tagliare i tronchi.
Un invito dunque a tuffarsi in una cultura ormai persa nel tempo e quasi sconosciuta alle nuove generazioni, ad Acerno, dove la bontà naturale dei luoghi, si offre al turista nelle sua magnificenza, ed ai suoi cittadini come impulso concreto ad indossare gli abiti delle antiche memorie.
Associazione L'acero